Pace. Repubblica.
Costituzione.
È l'ora dell'unità, dell'alternativa e del cambiamento. Un appello a costruire un Comitato per la Repubblica e per la Costituzione, contro il nazionalismo e l'autoritarismo della destra.
L'appello in sintesi
È il momento di costruire un'alternativa larga, democratica e popolare alla destra: per difendere la Repubblica, attuare la Costituzione e aprire una nuova stagione di cambiamento.
Dopo quattro anni di governo Meloni, il Paese è indebolito e isolato: più nazionalismo, più autoritarismo, più diseguaglianze; meno diritti, meno welfare, meno futuro.
La destra ha reso l'Italia succube di Trump e Netanyahu, l'ha avvicinata in Europa e nel mondo alla destra più reazionaria, l'ha spinta verso un'economia di guerra fondata sul riarmo, sottraendo risorse a sanità, scuola, lavoro, ricerca e diritti sociali.
Ha alimentato paura e divisione, colpito libertà e informazione, indebolito l'unità della Repubblica con l'autonomia differenziata. In questi quattro anni sono aumentate la povertà e la precarietà, i salari dei lavoratori sono tra i più bassi d'Europa, il salario minimo è rimasto un miraggio.
La destra si presenta come un'aperta minaccia a tutto ciò che è libertà, socialità, umanità, e se ne fa vanto. Ora vuole cambiare gli equilibri istituzionali, piegare la Costituzione e usare una legge elettorale ingiusta per restare al potere anche senza rappresentare la maggioranza del Paese.
Per questo serve una mobilitazione generale verso le elezioni del 2027. Non si devono ripetere gli errori del passato: serve un ampio fronte democratico, progressista, ecologista, sociale e civico, capace di parlare anche a chi ha smesso di votare.
Vogliamo che forze politiche, movimenti, associazioni, società civile, elettrici ed elettori si uniscano attorno a importanti obiettivi comuni: pace e disarmo; unità della Repubblica; difesa e attuazione della Costituzione; contrasto a nazionalismo e autoritarismo; lavoro dignitoso, salario minimo, welfare, scuola, sanità, ambiente e diritti sociali, civili e politici.
Proponiamo di dare vita a un comitato per l'alternativa, la Repubblica e la Costituzione: uno spazio aperto, plurale e partecipato, che non sostituisce le forze politiche ma le spinge all'unità, alla chiarezza e alla responsabilità del cambiamento.
Promuoviamo un incontro generale aperto a chi vuole discutere e praticare l'unità, rafforzare il programma comune fondamentale e sostenere un'offerta politica credibile, larga e mobilitante.
Invitiamo tutte le realtà democratiche, sociali, civiche e politiche a muoversi insieme, dentro e fuori i partiti, per riportare partecipazione, speranza e democrazia al centro della vita pubblica e del confronto elettorale del 2027.
È l'ora dell'unità, dell'alternativa e del cambiamento, potremmo aggiungere con una certa enfasi: “per la Repubblica e per la Costituzione”. Però in questa enfasi c'è qualcosa di vero, e anche di importante.
Sono passati quattro anni di dominio della destra in Italia, arrivata a conquistare nel 2022, grazie alle divisioni delle forze progressiste e democratiche, una maggioranza parlamentare enorme con poco più del 43% dei voti validi. In questi anni, il governo Meloni ha mostrato dove vuole portare il Paese, e non c'è da stare tranquilli.
Il nazionalismo ha reso più debole e piccola l'Italia, senza portarle alcun vantaggio. Sul piano internazionale l'ha resa succube a Trump e a Netanyahu, e in Europa l'ha avvicinata pericolosamente alla destra più reazionaria. In Italia tutti ne paghiamo il prezzo, nonostante la propaganda tenti di nasconderlo.
Dopo aver assecondato le pesanti richieste di Trump sul riarmo europeo e taciuto sul genocidio palestinese, la destra italiana è rimasta incapace di reagire alla destabilizzazione globale prodotta dalla guerra in Iran e perfino alle minacce trumpiane di uso della bomba atomica. Le ultime tensioni con Trump derivano unicamente da sgarbi istituzionali e personali, non certo da una svolta politica: nulla del trumpismo è smentito né sul piano interno né su quello internazionale.
Con il governo di Meloni & C. l'Italia è entrata in un'economia di guerra, destinando ingenti risorse pubbliche alla produzione militare e comprimendo la spesa per la sanità, il welfare, l'istruzione e gli altri diritti sociali.
Anche per tutto questo, il governo Meloni è stato giustamente bocciato dal voto popolare sul referendum costituzionale del marzo 2026.
Autoritarismo, minaccia alle libertà, costruzione di nemici fittizi hanno alimentato razzismo e insicurezza. Tutto secondo i piani. Alla destra non importa che quattro anni di politiche repressive abbiano peggiorato i dati sulla criminalità. L'obiettivo, infatti, non è di rassicurare ma di tenere vivo l'allarme sociale, nella convinzione che più è estesa la paura più la gente darà credito alle sue ricette reazionarie. Da sempre usa la paura contro i sindacati e la sinistra, per invocare svolte sempre più autoritarie.
In questi quattro anni l'Italia è arretrata nelle libertà civili, nella libertà di stampa, nei diritti, nella sanità, nella scuola, nell'autonomia delle Università. È arretrata nella ricerca scientifica, ha premiato i no-vax e ha riabilitato i medici radiati, si è opposta alle posizioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle emergenze pandemiche. E con l'autonomia differenziata ha aperto una falla nell'unità della Repubblica. La domanda di giustizia sociale è rimasta senza risposta: aumentano i poveri; i lavoratori sono lasciati soli, gravati di uno stigma sociale che li presenta come i responsabili della propria condizione; i salari restano tra i più bassi d'Europa; il salario minimo è ancora un miraggio.
Ormai la destra si presenta come un'aperta minaccia a tutto ciò che è libertà, socialità, umanità, e se ne fa vanto.
È la minaccia alla Costituzione, che la destra italiana non considera sua, non rispetta, non si sogna nemmeno lontanamente di attuare.
È una minaccia alimentata anche dall'ultima trovata di una nuova legge elettorale, un incostituzionale premierato di fatto pensato per evitare la sconfitta nei collegi uninominali e ottenere di nuovo un numero spropositato di seggi anche senza essere maggioranza nel Paese.
La destra punta a minare nel profondo la Costituzione: dopo il regionalismo differenziato e l'attacco all'autonomia della magistratura, cerca ora di ottenere in parlamento i numeri che non ha nella società per imporre un successore di Mattarella estraneo allo spirito e al progetto sociale della Costituzione, e condizionare Corte costituzionale e CSM.
Basterebbe solo questo, per invocare la sconfitta della destra alle politiche del 2027 e una mobilitazione generale. La destra non ha la maggioranza assoluta nel Paese, ma è molto forte, può vincere e, con la nuova legge truffa, raggiungere gli obiettivi indicati.
Se nel 2022 bastava un accordo elettorale tra centro sinistra e M5S per contrastare la destra, oggi questo non basta. Occorre un'unità più ampia, capace di mobilitare e portare al voto anche chi in questi anni ha smesso di partecipare.
La destra può essere battuta solo con il voto della maggioranza delle italiane e degli italiani, un voto che sia innanzitutto per la Repubblica e per la Costituzione.
Queste parole d'ordine hanno un chiaro contenuto unitario, sostenibile da ogni forza aderente, e possono tradursi in obiettivi comuni: per la pace e il disarmo, contro il nazionalismo e l'autoritarismo della destra, per la difesa di diritti sociali, civili e politici fondamentali. Quanto più questi obiettivi comuni saranno definiti, innovativi e incisivi, tanto più potranno anticipare il futuro programma di governo della coalizione e favorire la partecipazione elettorale.
Allo stesso tempo, ogni componente di questo ampio fronte popolare potrà far valere i propri obiettivi specifici, che arricchiranno l'elaborazione sul futuro programma di governo della coalizione. Saranno le elettrici e gli elettori, con il voto, a dare forza e spessore a questi obiettivi specifici. In questo quadro, è importante che PD M5S e AVS rafforzino l'intesa tra di loro, e che altri soggetti riescano a dare rappresentanza politica alla cd. sinistra radicale (che alle elezioni europee del 2024 si è riconosciuta nella lista Pace Terra Dignità) o a forze democratiche e moderate che non si riconoscono nella destra. Soprattutto, sarà decisivo che movimenti e altre espressioni della società civile si sentano parte del progetto unitario, con indipendenza e libertà di azione.
Pur essendo evidente la necessità di un fronte unitario il più ampio possibile, in troppi pongono distinguo e limiti, finendo per ridurre la mobilitazione contro la destra, come se quanto fin qui detto non bastasse a giustificare l'unità.
Noi pensiamo invece che non si debba attendere oltre per dirsi alternativi alla destra. Non possiamo aspettare l'ora X dell'unità, né una coalizione costruita dai soli leader nel chiuso di una stanza, né che sia definito un programma comune, dettagliato su ogni aspetto. Dobbiamo, vogliamo aiutare questo processo, e spingere verso un progetto nuovo di cambiamento sociale e politico.
Ci rivolgiamo a chi tra i progressisti, le persone di sinistra, ambientaliste, democratiche, ha a cuore l'unità.
Proponiamo di dare vita a un Comitato per l'alternativa, per la Repubblica e per la Costituzione.
Vogliamo ritrovarci al più presto per porre alle forze politiche le questioni su cui pensiamo che la coalizione debba definire un programma comune fondamentale. Non vogliamo sostituirci a loro, ma aiutarle e spingerle all'unità e ad affrontare i temi più importanti che saranno al centro del confronto elettorale.
Vogliamo dimostrare che tra attiviste e attivisti, elettrici ed elettori c'è molta disponibilità a discutere, a collaborare e a sostenere un progetto nuovo, un'offerta politica unitaria interessante e mobilitante.
Non lo diremo con una voce, ma con tutte le nostre diverse voci, dimostrando che si può essere uniti pur non avendo tutti la stessa identica posizione.
Per questo vogliamo promuovere un incontro generale, aperto a chi vuole discutere dell'unità e a praticarla. Insieme affronteremo i temi su cui chiediamo ai partiti e agli altri soggetti della coalizione progressista di definire gli obiettivi comuni, per la pace e il disarmo, per la difesa e l'attuazione della Costituzione, contro il nazionalismo e l'autoritarismo della destra, per la difesa di diritti sociali, civili e politici fondamentali.
Invitiamo tutte le realtà democratiche, sociali, civiche e politiche a muoversi insieme, dentro e fuori i partiti, per riportare partecipazione, speranza e democrazia al centro della vita pubblica e del confronto elettorale del 2027.
Appuntamenti e segnalazioni
Non un convegno. Una chiamata alla partecipazione e alla lotta politica. E l’invito alle forze progressiste ad affrontare i principali nodi di un programma comune.
Programma completo →Legislazione sui migranti: le istituzioni e i meccanismi sovranazionali europei di tutela dei diritti
Contro la legge elettorale-truffa
Ponti della Pace
Pace e Europa
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